"Ti lascio qui" è il titolo del progetto presentato da Chiara Ventura, artista visiva e performer. La mostra è accompagnata da un testo critico di Angel Moya Garcia, critico e curatore d’arte contemporanea.
Tre sale da esplorare
Le opere esposte nella prima sala costituiscono il nucleo politico e affettivo della mostra. Nel luogo del rifiuto del maschile tossico e dei meccanismi patriarcali emerge un nuovo soggetto capace di imparare a dire di no, senza vergogna o timore. La successiva sala esplora l’eredità. Tutto ciò che siamo è vincolato alla genetica, ai retaggi, ai determinismi che le generazioni precedenti ci hanno trasmesso, ma è proprio in questa consapevolezza che si apre la possibilità della rottura. Ogni tentativo di emancipazione è costantemente attraversato da ritorni, ripetizioni e legami invisibili che chiedono di essere riconosciuti prima di poter essere disinnescati. Nella terza sala, infine, Ventura accetta il limite come condizione strutturale della relazione. Là il linguaggio si incrina e ciò che resta è una prossimità fragile, fatta di vuoti condivisi e di silenzi. Dove non tutto può essere pronunciato, il vuoto viene riconosciuto come ultimo spazio possibile di relazione.
La mostra è promossa e sostenuta dalla direzione artistica di Chorasis - Lo Spazio della Visione con il contributo di Toscanaincontemporanea2025 e Publiacqua.