Il 1989 rappresenta uno spartiacque sul piano politico e geopolitico, culturale e artistico. Il sistema euroamericano entra in crisi e ci si avvia verso una progressiva ridefinizione delle geografie dell’arte contemporanea.
Fino a quel momento la Cina e molte aree dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina erano rimaste in larga parte poco conosciute e scarsamente documentate. Con la caduta del Muro di Berlino, artisti, curatori e istituzioni cominciano a rivolgere lo sguardo verso territori altri, avviando nuove forme di scambio e di collaborazione. Emerge un panorama artistico più allargato e articolato in cui la nozione stessa di centro e periferia perde la propria rigidità. A partire da questo nuovo scenario, la lezione affronterà il tema dei centri e delle periferie secondo un duplice punto di vista: da un lato, si considererà la ridefinizione delle geografie dell’arte contemporanea su scala globale; dall’altro, si restringerà lo sguardo al contesto italiano, dove nel corso degli anni Novanta il sistema dell’arte si apre a una pluralità di luoghi, pratiche e iniziative capaci di mettere in discussione l’importanza esclusiva delle grandi città.
L'incontro fa parte della rassegna "Centro Pecci School Arte e Cinema", che esplora i linguaggi artistici e cinematografici attraverso temi, opere e prospettive teoriche che hanno segnato il passaggio alla contemporaneità.