Il libro di Silvia Bencini e Luca Bravi può essere definito come una pedagogia delle memorie che, partendo dalla Shoah fino ai conflitti di oggi, diventa motore di confronto educativo e di democrazia nel presente.
Viene proposto un modello educativo che usa luoghi e oggetti come ponte tra passato e presente e che può essere applicato a qualsiasi altro luogo di memoria
Saranno presenti gli autori.