Trent’anni di danza dei Kataklò Athletic Dance Theatre, la prima compagnia teatrale ad aver introdotto l’athletic theatre nel panorama della danza italiana, fondata da Giulia Staccioli, campionessa di ginnastica ritmica finalista alle Olimpiadi di Los Angeles e Seoul. «Aliena» è il manifesto artistico di oltre trent’anni di ricerca eclettica che ha dato vita a un nuovo genere teatrale. Sei danzatori Kataklò, con i loro corpi prestanti e il movimento fluido e non convenzionale, trasformano ogni gesto in opera d’arte in un viaggio che è continua metamorfosi per celebrare ciò che è imperfezione e diversità. In uno spazio essenziale disegnato da luci accurate che modellano i corpi, attraverso giochi di ombre e contrasti che sottolineano la plasticità delle forme, veniamo catturati dai costumi disegnati da Olivia Spinelli, con le loro superfici cangianti e le texture ibride, per enfatizzare questa dualità, trasformando il corpo in un paesaggio in continua evoluzione: pellicce, tessuti tecnici e segni grafici si intrecciano con la pelle nuda, creando un’immagine visivamente potente e suggestiva. Ogni suono, ogni melodia sembra nascere direttamente dai gesti dei performer, ampliando e intensificando il loro significato.
«Aliena» è una provocazione continua, una risposta alle critiche che hanno accompagnato la carriera di Staccioli. La coreografa, con ironia e riflessione, ribalta i pregiudizi, trasformando le sue “stranezze” in un punto di forza: la danza, per lei, non è una dimostrazione tecnica, ma un’esperienza, una ricerca fuori dai limiti dettati da schemi prestabiliti. La bellezza in «Aliena» non risiede nella perfezione formale, ma nella forza espressiva del gesto imperfetto che crea una nuova estetica. Un’esperienza travolgente e memorabile per gli spettatori.